AV/AC: Brescia Verona Est
al via il secondo lotto

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Il Consorzio CEPAV DUE, Consorzio Eni Per l’Alta Velocità, ha ricevuto la formale notifica da RFI dell’assegnazione delle risorse finanziarie per la realizzazione del secondo lotto costruttivo della tratta AV/AC Brescia Est – Verona del valore complessivo di circa 514 milioni di euro.

In particolare, si prevede il completamento delle opere civili della tratta e la realizzazione dell’armamento ferroviario ad opera di CEPAV DUE e delle tecnologie (TE, linea primaria e segnalamento) ad opera del Consorzio Saturno (Alstom, Hitachi STS, Colas Rail Italia e Sirti).

«Rete Ferroviaria Italiana non si è mai fermata neppure durante l’emergenza Covid-19. L’assegnazione dei lavori del tracciato ferroviario che collegherà le aree urbane di Brescia e Verona, parte integrante del Core Corridor TEN-T Mediterraneo, rappresenta un contributo concreto alla ripartenza dei cantieri e dimostra ancora una volta il grande impegno della principale stazione appaltante del Paese – ha dichiarato Maurizio Gentile, AD e DG di RFI -. L’opera contribuirà a promuovere la mobilità sostenibile del territorio e permetterà, inoltre, di incrementare capacità e regolarità del trasporto ferroviario, riducendo i tempi di viaggio e aumentando la frequenza dei collegamenti».

Il progetto
La linea ferroviaria AV/AC Brescia Est – Verona si sviluppa per circa 48 km, iniziando il percorso nel Comune di Mazzano, in provincia di Brescia, sino a raggiungere il Comune di Verona nel lato occidentale con i nuovi binari AV e la nuova interconnessione di Verona Merci verso il Brennero.

Il tracciato ferroviario attraversa due Regioni, tre Province, undici Comuni e si sviluppa per lo più in affiancamento alle infrastrutture esistenti: 30 km circa in parallelo all’autostrada A4 e 8 km circa in allineamento alla linea tradizionale (ulteriori informazioni).

Nonostante la Treviglio-Brescia, inaugurata nel 2016, sia stata alimentata a 2x25kVca (sistema tipico delle linee AV/AC italiane), il nuovo tracciato sarà attrezzato con il tradizionale 3kVcc, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto.

Il perché di questa scelta non è ben noto, ma l’ex-Ministro Toninelli, supportato dalle tesi dell’”esperto” professor Marco Ponti, ha reputato che fosse una tecnologia meno costosa. Ma noi abbiamo qualche perplessità: di seguito una tabella di rapido confronto tra i due sistemi, accompagnata da qualche breve spunto di riflessione.

  3kVcc 2x25kVca NOTE
distanza media tra sottostazioni elettriche di conversione (SSE) ̴ 25 km ̴ 50 km L’innalzamento della tensione consente di distanziare maggiormente due SSE (a parità di lunghezza di tracciato servono meno fabbricati tecnologici)
sezione media del filo di contatto 2x150mm2 1x150mm2 Una sezione inferiore pesa meno e consente dunque una sovrastruttura più leggera (e meno costosa)
sezione media della fune portante 2x120mm2 1x120mm2
fenomeno delle correnti vaganti presente assente Il fenomeno delle correnti vaganti provoca, a lungo andare, la corrosione degli oggetti metallici in prossimità della ferrovia (pali, tubazioni…)
presenza di correnti di binario nelle sezioni non attraversate da un convoglio presenti assenti Il circuito di alimentazione 2x25kVca permette di alimentare solo la sezione tra due SSE attraversata dal convoglio

«Ai posteri l’ardua sentenza», avrebbe scritto Manzoni, noi diciamo «a quelli più ferrati in materia».

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